Parrocchiale di S. Andrea
All'esterno del Borgo, poche decine di metri oltre la vecchia cinta muraria, sorge la Parrocchiale di S. Andrea. A causa delle numerose successive ristrutturazioni è difficile individuarne la struttura originaria.
Si annuncia con uno splendido portale di marmo bianco, espressione di un gusto raffinato, che lo pone, nel contesto valligiano, in netto contrasto con i massicci e rudi portali dell'alta Valle. Rieccheggia modi che ritroviamo a Saluzzo nella Cappella marchionale di S. Giovanni.
"La più antica memoria relativa a questa parrocchia l'ho riscontrata in un estratto di memorie i cui originali conservansi nella curia arcivescovile di Torino alla cui diocesi la pianura e le valli saluzzesi appartenevano".
Cosi inizia il capitolo dedicato alla Parrocchia di Brossasco contenuto in un ma¬noscritto (conservato nell'archivio parrocchiale) opera di Don Domenico Ambroggio di Saluzzo e parroco di Brossasco dal 1843 fino alla sua morte avvenuta nel 1893.
Sono appunto le "Memorie Storiche" di D. Ambroggio che ci aiutano a ricostruire attraverso i secoli la storia della Parrocchia di S. Andrea di Brossasco. Tale estratto parla di una Fondazione del Beneficio di S. Andrea di Brossasco da parte del Vescovo Guido di Torino a favore di Don Andrea Parroco di detta Chiesa. La data del documento è 9.4.1331.
Altra testimonianza di antichità si riscontra nell'iscrizione posta sulla facciata della chiesa nel 1731 (anno in cui la chiesa fu imbiancata all'interno e decorata all'esterno) e ormai deteriorata, che afferma: "MCCCCVI TEMPLUM HOC D.A.D. a fundamentis ... Anno salutis MDCCXXXI". (Questo tempio eretto nell'anno del Signore 1406. Restaurato .... La religiosità di Brossasco decorò elegantemente ... . Anno del Signore 1731). Non sappiamo purtroppo su quali dati si fondi l'iscrizione. Secondo la stessa e come si desume da altre memorie la chiesa fu eretta, in stile gotico e nella forma rettangolare (priva cioè del Battistero, dei due Cappelloni, del Presbiterio e del coro costruiti in epoche successive) nell'an¬no 1406. Essa venne in seguito semi-distrutta dagli eretici: rimangono unicamente il Fonte Battesimale, il Portale e la cappella sulla quale venne edificato il campanile.
Questa cappella gentilizia e di forma gotica si estendeva verso mezzogiorno, era riccamente affrescata e comunicava con la navata della chiesa con un ampio ar¬co poi murato. Il tipo della sua copertura è assai singolare per la nostra regione, pur essendo l'architettura povera e per nulla elaborata (si riduce all'arc brisé, formato da due segmenti di curva, ottenuto sopprimendo la parte centrale d'un arco a tutto sesto) quindi di assai facile ed economica costruzione, ma gli esem¬plari simili a questo di Brossasco sono pochissimi (nell'area saluzzese c'è la cap¬pella annessa al castello di Manta, l'oratorio campestre di S. Ponzio presso Castellar, la cappella gentilizia già dipendente dal castello Malingri di Bagnolo e le due absidiole della chiesa di S. Pietro di Stroppo).
Il tipo di costruzione, secondo il Perotti, deve essere concepito come facente par¬te della dipendenza di un castello e quindi considerato appartenenza di qualche importante famiglia feudale.
Notizie di altri lavori le abbiamo da un frontespizio di un libro del Cresimato tenuto da Don Giovanni Agnelli parroco di Brossasco dal 1783 al 1805. Siamo così informati di lavori nel 1671, 1700, 1712 (costruzione della nuova sacrestia) e 1752 (il muratore Antonio Cotti di Biella "si obbliga e promette di far l'alzamento del campanile") e poi ancora nel 1824 e nel 1836 (costruzione della stanza sopra la sacrestia).