Parrocchiale di S. Andrea
Ma gli interventi più radicali furono quelli realizzati su disegno del Ricca nel 1786 e 1787. Veramente, l'ampliamento era già stato deciso dalla municipalità nel 1785 ma il progetto non aveva incontrato il pubblico favore perché "di poca considerazione si riduceva l'ampliazione progettata".

Il progetto del Ricca, approvato dal Comune in data 17/7/1786, non tocca la facciata la cui modifica (probabilmente per ragioni di economia) venne rinviata ad altra data. Prevede invece la demolizione dei muri e delle volte del presbiterio, da parte della volta della sacrestia e lo scavo delle fondamenta "delli due Cappelloni e delle muraglie del coro".
E' prevista poi la costruzione, a partire dalla fondamenta, dei muri delle fondamenta, e del coro.
Soltanto in seguito si procederà alla demolizione delle due volte a crociera in mezzo alla chiesa (apprendiamo cosi che la navata aveva una copertura a crociera) e alla demolizione delle "muraglie vecchie che rimangono nel vano di detti cappelloni". La convenzione prevede poi la "formazione di tutti li lesenamenti del maggior corpo di detta chiesa collegandoli a tutta perfezione con le muraglie vecchie con la formazione di tutti gli ornati, cornicioni ed archi delineati". Portata a termine la copertura del nuovo edificio, si "diverrà alla formazione delle volte ed arconi in essa corrispondenti alle lesene della chiesa". I lavori dovettero procedere spediti, e il vescovo Lovera potè riconsacrare la chiesa il 18/8/1788 nel corso della sua visita pastorale.
A sostenere le spese delle varie e successive modifiche ed ampliamenti oltre all'aiuto indispensabile della popolazione e delle varie Compagnie, concorse generosamente anche il municipio. Ecco alcuni dati riportati nelle "memorie di D. Ambrogio":

1700 Riparazioni alla Chiesa, aggiustamento del pavimento: pagato dal municipio L. 242.
1712-29-30 Per riparazioni all'antica sacrestia e fabbrica della nuova e costruzione del monte dietro la sacrestia il municipio ha speso L. 150, L. 130, L. 200 e L. 50 oltre alla provvista dei materiali, ed altre L. 150 nel 1716 e nel 1732 per una scala al campanile, imbianchimento dell'interno e arricciatura dell'esterno.

Non solo ma il municipio oltre a far eseguire le riparazioni attorno alla chiesa a proprie spese contribuiva pure sovente nella provvista di suppellettili o in altre spese interne. Così oltre alle spese per il pavimento, sacrestia e decorazioni interne fece a sue spese costruire nel 1745 una balaustra nella quale spese L. 160, come nel 1740 e nel 1741 nell'acquisto in un baldacchino concorse per L. 150, nel 1719 L. 50 in fattura di banchi, archivio e confessionali ecc.
Non si può tralasciare di descrivere brevemente alcune parti della chiesa che ancora oggi possiamo ammirare.
Cominciamo dal bel portale di marmo bianco, di gusto raffinato e di stile transalpino; cosi anche la linea gotica dell'arco cuspidato, gli stipiti, il coronamento a nicchia del frontone (le statue nelle nicchie sono coppie del secolo scorso). Lo stile si può accostare ai modi della scuola Borgognona ed è databile verso la fine del quattrocento. S. Bernardo popolare a Brossasco, è raffigurato nella piccola scultura che culmina lo stipite di sinistra: il diavolo che il santo tiene incatenato è rappresentato sotto le spoglie di un animale mostruoso.
L'altro stipite termina con due piccole statue: S. Pietro e S. Paolo. L'interno è ricco di un fonte battesimale datato 1450 (recante il testo abbreviato del Credo e dell'Ave Maria) e di uno splendido pulpito settecentesco. Gli affreschi che decorano la volta dell'antica cappella (alla base del campanile) sono stati danneggiati in epoche diverse ma quel che rimane ne testimonia l'antico splendore. I dipinti, rispetto alle altre pitture delle cappelle simili alla nostra, sono forse quelli a più alto livello, risalirebbero ad epoca anteriore al 1420. Vi si trova la solita ripartizione della superficie delle pareti, in riquadri ben definiti.