Il progetto del Ricca, approvato dal Comune in data 17/7/1786, non tocca la facciata la cui modifica (probabilmente per ragioni di economia) venne rinviata ad altra data. Prevede invece la demolizione dei muri e delle volte del presbiterio, da parte della volta della sacrestia e lo scavo delle fondamenta "delli due Cappelloni e delle muraglie del coro".
E' prevista poi la costruzione, a partire dalla fondamenta, dei muri delle fondamenta, e del coro.
Soltanto in seguito si procederà alla demolizione delle due volte a crociera in mezzo alla chiesa (apprendiamo cosi che la navata aveva una copertura a crociera) e alla demolizione delle "muraglie vecchie che rimangono nel vano di detti cappelloni". La convenzione prevede poi la "formazione di tutti li lesenamenti del maggior corpo di detta chiesa collegandoli a tutta perfezione con le muraglie vecchie con la formazione di tutti gli ornati, cornicioni ed archi delineati". Portata a termine la copertura del nuovo edificio, si "diverrà alla formazione delle volte ed arconi in essa corrispondenti alle lesene della chiesa". I lavori dovettero procedere spediti, e il vescovo Lovera potè riconsacrare la chiesa il 18/8/1788 nel corso della sua visita pastorale.
A sostenere le spese delle varie e successive modifiche ed ampliamenti oltre all'aiuto indispensabile della popolazione e delle varie Compagnie, concorse generosamente anche il municipio. Ecco alcuni dati riportati nelle "memorie di D. Ambrogio":
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1700 Riparazioni alla Chiesa, aggiustamento del pavimento: pagato dal municipio L. 242. |
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1712-29-30 Per riparazioni all'antica sacrestia e fabbrica della nuova e costruzione del monte dietro la sacrestia il municipio ha speso L. 150, L. 130, L. 200 e L. 50 oltre alla provvista dei materiali, ed altre L. 150 nel 1716 e nel 1732 per una scala al campanile, imbianchimento dell'interno e arricciatura dell'esterno. |
Non solo ma il municipio oltre a far eseguire le riparazioni attorno alla chiesa a proprie spese contribuiva pure sovente nella provvista di suppellettili o in altre spese interne. Così oltre alle spese per il pavimento, sacrestia e decorazioni interne fece a sue spese costruire nel 1745 una balaustra nella quale spese L. 160, come nel 1740 e nel 1741 nell'acquisto in un baldacchino concorse per L. 150, nel 1719 L. 50 in fattura di banchi, archivio e confessionali ecc.
Non si può tralasciare di descrivere brevemente alcune parti della chiesa che ancora oggi possiamo ammirare.
Cominciamo dal bel portale di marmo bianco, di gusto raffinato e di stile transalpino; cosi anche la linea gotica dell'arco cuspidato, gli stipiti, il coronamento a nicchia del frontone (le statue nelle nicchie sono coppie del secolo scorso). Lo stile si può accostare ai modi della scuola Borgognona ed è databile verso la fine del quattrocento. S. Bernardo popolare a Brossasco, è raffigurato nella piccola scultura che culmina lo stipite di sinistra: il diavolo che il santo tiene incatenato è rappresentato sotto le spoglie di un animale mostruoso.