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Comune di Brossasco
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Personaggi illustri

Don Domenico Ambroggio

nato nel 1815 da genitori minusieri di Saluzzo, fu parroco e maestro comunale di Brossasco dal 1843 al 1893. Osservatore attento della realtà locale, scrisse “Memorie storico – cronologiche (Italia – Piemonte – Saluzzo – Brossasco) per Ambroggio D. Domenico Prevosto e Vicario Foraneo”, manoscritto conservato nell’archivio parrocchiale. Morì a Brossasco il 27 febbraio 1893.

 

Giacomo Paolo Reynaudo

Nato alla borgata Duranda di Brossasco il 28 aprile 1888, visse per molti anni a Firenze. Giornalista e letterato, esordì nel 1916 con un gruppo di poesie raccolte nell’antologia “Poeti nuovi”. Nel 1925 assunse un ruolo di dirigente nella Editrice Bemporad Marzocco e nel 1948 divenne direttore del settimanale “Il Corriere dei Ragazzi”. Dal giornalismo battagliero più acceso divenne in quegli anni narratore per ragazzi. Pubblicò alcuni libri per ragazzi tra cui, nel 1946, la “Vita di Pierre” nel quale il Reynaudo, di famiglia contadina, racconta il tempo della sua infanzia, il lavoro, la scuola e i suoi sogni, trascorsa sulle montagne di Brossasco. Morì a Firenze 1l 25 maggio 1959.

 

Alberto Rinaudo

Scultore, nato nel 1937, vive a Brossasco, autore di numerose e pregevoli opere in legno e in pietra, autore nei primi anni ’80 del Monumento alla Pace di piazza Morbiducci, inaugurato il 15 marzo 1985 dal Presidente della Camera dei Deputati Nilde Iotti.
Giuseppe Beoletto. Nato nel 1935, vive a Brossasco, artigiano e imprenditore mobiliere, dopo l’apprendistato e l’esperienza maturati nelle botteghe artigiane di Saluzzo, di Torino e della Brianza, iniziò negli anni ’60 a produrre in proprio a Brossasco i tradizionali mobili rustici in legno nello stile “Valvarata”. La sua iniziativa ebbe un grande successo e numerosi suoi allievi, divenuti a loro volta imprenditori, contribuirono alla nascita di nuove aziende e allo sviluppo economico del paese e dell’intera Valle Varaita. Di questo stile il Beoletto ne intuì le potenzialità, colse le origini culturali di un mobile che aveva una forte identità con il territorio e iniziò a produrre manufatti disegnati con degli elementi che riportano ai mobili rustici originari della valle.

 

 

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